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Serie A, lo scudetto potrebbe non essere assegnato: ecco tutte le ipotesi della FIGC

Ecco cosa è successo nella riunione straordinaria FIGC sulle sorti del campionato di cakcio di Serie A, alla luce dell’emergenza Coronavirus.

Serie A 2020, Coronavirus

L’emergenza Coronavirus ha portato il governo a sospendere il campionato di calcio di Serie A 2019/2020 fino al 3 aprile. Ma i colpi di scena potrebbero essere altri: la FIGC si è riunita oggi 10 marzo e ha comunicato che gli scenari possibili sono quattro, tra cui la mancata assegnazione dello scudetto.

Gli scenari da valutare per la Serie A

L’obietivo primario della FIGC è portare il massimo campionato di calcio italiano alla conclusione, slittando la data dal 24 al 31 maggio 2020. Se non fosse possibile a causa dell’emergenza Coronavirus, al vaglio c’è anche la possibilità di non assegnare il titolo di Campione d’Italia.

In altenativa si potrebbe valutare la disputa dei playoff per assegnare lo scudetto e dei playout per stabilire le squadre che dovranno retrocedere in Serie B. Oppure si potrebbe prendere in considerazione la classifica di Serie A del momento, stabilendo la squadra vincitrice dello scudetto, le qualificate alla Champions e all’Europa League da comunicare poi alla UEFA, stesso discorso per la retrocessione.

Le suddette ipotesi devono tenere in considerazioni anche le decisioni della UEFA per le Coppe Europee in corso, dell’eventuale slittamento degli Europei di calcio. Le variabili sono ancora tante, l’incertezza è tanta, prevedere l’evoluzione dell’emergenza Coronavirus è impossibile. In ogni caso il 23 marzo 2020 si terrà un nuovo Consiglio Federale straordinario per riparlarne: le leghe di A, B e C dovranno valutare il tutto e decidere, fermo restando che il governo ha il potere tramite decreto di bloccare ancora le partite.

La domanda sorge spontanea: “Se si decidesse di andare ai playoff per stabilire chi vincerà il titolo, quante squadre saranno chiamate a partecipare?”. Stesso discorso per i playout retrocessione. Su una cosa non abbiamo dubbi, la salute viene prima di tutto, quindi ci auguriamo che il Coronavirus inverta la sua tendenza ascendente non per lo sport, ma per la vita e il benessere delle persone.

 

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