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Ayrton Senna e il tragico 1° maggio: il ricordo 26 anni dopo la sua morte

1 maggio 2020: Ayrton Senna muore 26 anni fa durante il GP San Marino. Il ricordo è dedicato alla sua incredibile carriera.

Ayrton Senna, 26 anni fa la sua morte

L’1 maggio 1994, muore uno dei più grandi piloti nella storia della Formula 1: Ayrton Senna, aveva 34 anni. Per gli appassionati di questo sport e non solo, il suo ricordo non svanirà mai. Fatale gli fu la curva del Tamburello nel Gran Premio di San Marino, e pensare che qualcuno gli consigliò di non correre quella gara.

Ayrton Senna e il tragico 1° maggio: il ricordo 26 anni dopo

Ayrton Senna ha fatto la storia della Formula 1. Il pilota brasiliano vinse 41 GP e ottenne 65 pole position. L’esordio avvenne nel 1984 a bordo di una Toleman nel Gran Premio del Brasile. Sin dagli inizi della sua carriera, fu chiaro il grande talento che lo contraddistingueva, quando correva sul bagnato sembrava essere a suo agio mentre tutti gli altri faticavano.

Senna in Lotus

Dal 1985 al 1987, Senna corse con la Lotus, nel primo dei tre anni vinse per la prima volta una gara nel mondiale di Formula 1, accadde nel Gran Premio del Portogallo sulla pista dell’Estoril, guarda caso sotto una pioggia battente. La sua monoposto non era in grado di competere con le scuderie più forti, eppure il brasiliano si faceva valere per quanto possibile sia in qualifica che in gara. A SPA ottenne la seconda vittoria in carriera, ancora sul bagnato. L’anno successivo vinse in Spagna e a Detroit. mentre nel 1987 fece il bis negli USA dopo aver vinto a Monaco.

Ayrton approda alla McLaren ed è subito guerra con Prost

Nel 1988, Ayrton Senna approda in McLaren, finalmente una scuderia alla sua altezza dove trova come compagno di squadra Alain Prost che diventerà oresto il suo grande rivale. Infatti, alla sua prima stagione nel nuovo team, i due si giocano il titolo dall’inizio alla fine del mondiale di Formula 1 non senza polemiche.

Nel GP del Portogallo Senna spinse verso il muretto Prost che non la prese affatto bene, accusando il compagno di aver fatto una manovra assurda, nonostante ciò Prost riuscì a vincere la gara. Ma il GP decisivo fu il penultimo della stagione, in Giappone. A Suzuka, Senna fece un vero miracolo: partendo dalla pole fece una pessima partenza, tutto sembrava compromesso ma la rimonta fu eccezionale e lo portò a superare anche Prost e ad aggiudicarsi la gara e il suo primo titolo in Formula 1 con 8 vittorie.

Nel 1989 lo scontro tra Senna e Prost si accende ancora di più. Nel GP San Marino, il pilota brasiliano viola gli accordi presi alla seconda partenza del Gran Premio e supera Prost andando a vincere la gara, seguirono polemiche e accuse. Ma la storia di quel campionato non finì qui, Prost fece meglio di Senna che a tre gare dal termine si trovò nella condizione di dover vincerle per aggiudicarsi il mondiale.

Dopo aver vinto in Spagna, a Suzuka Senna e Prost entrarono in contatto e uscirono fuori pista. Il francese si ritirò, ma Senna aiutato dai commissari andò al box per riparare i danni e tornò in pista, vincendo incredibilmente la gara. La direzione però, lo squalificò per aver usufruito di un aiuto irregolare. Inutile fu il ricorso presentato da Senna e dalla sua scuderia, addirittura la sentenza si spinse fino a dichiarare che Senna era un pilota pericoloso per gli altri. Il mondiale andò a Prost che l’anno successivo passò alla Ferrari, mentre Senna innescò una lunga polemica ritenendosi vittima di un’ingiusitizia e pensò anche al ritiro.

Nel 1990, continuò la grande rivalità tra Senna e Prost che si trovarono nelle condizioni di giocarsi il titolo ancora una volta a Suzuka. Il pilota brasiliano inseguiva Prost e ad un certo punto lo speronò: ritiro per entrambi, ma titolo a Senna che aveva 9 punti di vantaggio, stavolta la FIA non lo squalificò. Nel 1991 Senna vinse ancora il mondiale di Formula 1 ma stavolta ai danni di Mansell. Il 1992 non fu anno brillante per la McLaren e per Ayrton che non fu mai in corsa per il titolo che finì a Mansell con la Williams.

Nel frattempo, Senna trovò un altro “nemico”: Michael Schumacher. La battaglia non si limitò alla pista, tanto che dopo tante polemiche e scontri, i due piloti arrivarono alle mani. Il mercato di fine stagione fu costellato da tanti veti ricevuti da Senna, tanto da fargli meditare l’abbandono della Formula 1 a favore della IndyCar. Alla fine, decise di correre ancora con la McLaren che non era più molto competitiva. Tuttavia, il talento di Senna lo portò a vincere a Donington, Monaco, Suzuka e Adelaide. Il mondiale andò a Prost con cui Senna andò a congratularsi, un gesto di pace che nessuno si aspettava.

Due morti nel GP San Marino 1994, prima Ratzenberger, poi Senna

Nel 1994, Ayrton Senna approdò alla Williams, ma il team non era all’altezza. Nonostante ciò, il brasiliano riuscì a ottenere tre pole position, ma in gara non c’era possibilità di competere. Nelle qualifiche del GP San Marino perse la vita Roland Ratzenberger in un incidente alla curva Villeneuve. La morte del pilota austriaco sconvolse Senna che decise di correre l’indomani con la bandiera austriaca, in caso di vittoria l’avrebbe sventolata, ma purtroppo le cose andarono diversamente.

La gara di San Marino del 1° maggio 1994, cominciò subito con un incidente che provocò anche il ferimento di alcuni spettatori. In pista la safety car che la lascia dopo 5 giri. Nel settimo giro si consuma un’altra tragedia: il piantone dello sterzo che aveva subito una modifica, cede. Senna esce fuori pista a tutta velocità nella curva del Tamburello e finisce a muro. Ayrton con il piantone nel cranio viene portato all’ospedale di Bologna, ma non riprende mai conoscenza e dopo circa 4 ore dall’incidente, muore. In Brasile furono proclamati tre giorni di lutto e la pista di San Marino viene sequestrata, due morti in un weekend erano troppi.

Un destino già scritto?

Ayrton Senna non aveva avuto figli, solo un matrimonio durato 8 mesi. Successivamente tanti flirt, tra cui Carol Alt. Il pilota brasiliano che sembrava quasi cattivo in pista oltre che talentuoso e spericolato, fece molta beneficienza soprattutto a favore dei bambini poveri brasiliani. Oggi, grazie alla sorella Vivian esiste la Fondazione Ayrton Senna.

Sul portale radioradio.it, si legge che il dottore dei GP Sid Watkins, aveva detto a Senna dopo la morte del pilota austriaco Roland Ratzenberger, avvenuto nelle qualifiche di Imola per il GP San Marino “Non correre domani; piantiamola qui e andiamocene a pescare, hai già vinto tre titoli mondiali“. Ma Senna gli rispose “Devo continuare Sid, non possiamo controllare tutto“. Evidentemente era scritto nel destino.

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